Robin Hood (La leggenda sexy)

Il film è una parodia della parodia: D'Amato si divertiva spesso con questo genere e ha girato parecchi film porno che perculavano grandi successi dell'epoca, in questo caso il film prende in giro soprattutto una delle parodie più famose di Robin Hood (un uomo in calzamaglia) di cui venne realizzata anche una serie di telefilm. Pur essendo un film a basso budget è ben realizzato.
Per quel che so io anche le copie in DVD sono tratte da riversamento dal VHS, non aspettativi una qualità audio e video eccelsa.

  • Genere: Pornografici
  • Titolo originale: Robin Hood: Thief of Wives
  • Nazione: Italia
  • Anno: 1995
  • Durata: 101
  • Altri interpreti:

    Andrea Nobili: re Riccardo
    Sheila Stanton: moglie del contadino
    Eva Dionisio
    Luca Valentini (Luca Camilletti)
    Mark Davis: Robin Hood
    Nicolette
    Sean Michaels: lo sceriffo di Nottingham
    Shalimar: Mariam
    Silvio Evangelista (Silvio Lado): re Giovanni
    Stefania Sartori

Attenzione! Il seguente sommario contiene spoiler.

Siamo abituati a conoscere Robin Hood come il giustiziere, colui che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Anche in questo film l'arciere di Sherwood toglie a chi ha troppo per dare a chi ha troppo poco solo che non si occupa di denaro ma di figa.

Lo sceriffo di Nottingham in questo film è un grosso omone nero e si occupa di rastrellare le belle donne tra la povere gente per portarle a Re Giovanni. Gira per le campagna in cerca delle più belle mogli dei contadini, le sequestra ed essendo uno sbirro coscienzioso prima di portarle a corte se le scopa per controllare la validità del nuovo acquisto.
Non tutte le mogli sembrano dispiaciute del cambio e molte apprezzano il cazzone nero dello sceriffo e se lo godono anche su per il culo.

Re Giovanni accoglie a corte le giovani donne selezionate dallo sceriffo, ne sceglie tre per soddisfare il regale augello ma offre cortesemente gli avanzi allo sceriffo  che accetta di chiavarsi un'altra contadine. Le paesanotte non sembrano troppo dispiaciuto per essere state rapite e segregate oppure sono rassegnate, fatto sta che si godono la scopata reale così come quella con le sceriffo.

Lo sceriffo di Nottingham e i suoi sgherri

Saranno pure servi della gleba ma i contadini dopo un po' di incazzano e si radunano rumoreggiando alle porte del castello. Re Giovanni e lo sceriffo liberano tutte le mogli rapite ma c'è il trucco: tutte le donne vengono rilasciate con indosso la cintura di castità e la pena per chi cerca di manometterle è la morte. Non contenti della beffa il re e lo sceriffo cominciano a sequestrare anche le merci dei contadini che così restano a secco di cibo e di figa.
Chi vuole scopare deve pagare una tassa per ottenere dallo sceriffo le chiavi della cintura di castità, mogli e mariti non sono molto contenti della tassa sulla scopata.

Per fortuna della povera gente interviene Robin Hood che riesce a rubare tutte le chiavi e le consegna ai contadini che corrono a scopare e una di loro manifesta la sua gratitudine all'arciere di Sherwood offrendogli una bella scopata.

Mentre re Giovanni si scopa una delle contadine che ha tenuto per sè, lo sceriffo va in giro per le campagne e rimette tutte le cinture di castità lasciando i contadini con la sola consolazione delle seghe, la tassa sulla scopata è ripristinata. Questa volta lo sceriffo è più prudente e lascia le chiavi delle cinture nella sala del trono, luogo ben protetto.

Nel castello Robin Hood incontra Lady Mariam e inizia a chiacchierare con lei. Anche la principessa è stata costretta ad indossare la cintura, per preservare la sua verginità e la ragazza non è particolarmente entusiasta: promette all'arciere di lasciargli aprire la sua cintura se riuscirà a impossessarsi delle chiavi.

L'astuto giustiziere seduce una cortigiana facendola godere analmente e con il suo aiuto prepara una trappola per il principe: le spalma nella figa un unguento preparato da una fattucchiera e quando Giovanni gliela lecca magicamente si addormenta lasciando le chiavi incustodite nella sala del trono. Robin interviene e prende un'altra volta le chiavi di tutte le cinture per consegnarle ai contadini, questa volta per ingannare il principe e lo sceriffo invece di rubarle ne fa una copia invece di portarle vie.

La temutissima cintura di castità

Il paladino della giustizia tiene per sè una delle chiavi, è quella di Lady Marian che lo accoglie a braccia e gambe aperte. La nobildonna, liberata dalla cintura di castità e desiderosa di assaporare le meraviglie dell'amore si avventa sul cazzo di Robin, glielo succhia e si fa scopare e, già che c'è, si libera anche della verginità anale.

La tassa sulla scopata non porta i frutti sperati, re Giovanni e lo sceriffo capiscono che qualcosa non va e decidono di preparare una trappola per catturare Robin usando Lady Mariam come esca con la complicità di Rebecca, una delle serve di Mariam che tradisce la sua ex padrona per favorire il re.
Il principe usurpatore si scopa sia Lady Mariam sia la ex serva, va detto che entrambe le donne sembrano godersi appassionatamente la reale minchia prendendola a turno in tutti gli orifizi possibili.

Poteva mancare la gara di tiro con l'arco? Ovviamente no, al vincitore re Giovanni promette un titolo nobiliare e la mano di Lady Mariam. Tra gli iscritti alla gara c'è Robin Hood che competerà nientemeno che contro il Duca di Essex, un povero pellegrino tornato dalla crociata in Terrasanta e il giovane Wilfred di Norfolk. La gara procede, re Giovanni partecipa in prima persona, barando ma non riesce a portare a termine l'imbroglio perchè il pellegrino rivela la sua vera identità: si tratta di Re Riccardo che concede a Robin il titolo di Duca di York e la figa la mano di Mariam.

Il film si conclude con Robin e Mariam che scopano romanticamente davanti al fuoco di un camino.

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