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Full Metal Jacket

maggio 10th, 2010 by admin | No Comments | Filed in Drammatico

Full Metal JacketIl film è diviso in due parti, nel primo tempo si parla del tremendo addestramento delle reclute dei marines nel secondo i marines in Vietnam partecipano ad azione belliche.

Kubrick dirige un film sulla guerra del Vietnam assolutamente atipico, il conflitto è solo sullo sfondo e (inaudito) i combattimenti si svolgono in città e non nella solita jungla.

Le reclute non possono resistere al duro addestramento di (ben) otto settimane e uno di questi, torturato e sbeffeggiato dal sergente istruttore perde il senno e si uccide dopo aver fulminato il suo istruttore.

La guerra è solo sullo sfondo, l'attenzione è concentrata sulla psicologia dei personaggi. Il sergente istruttore, le reclute poi soldati e in particolare i protagonisti.

Non ci sono eroi e non ci sono cattivi, la realtà non viene semplificata e o edulcorata, i soldati vietnamiti non sono quegli spietati assassini cui eravamo abituati e i soldati americani, con tutte le loro contraddizioni non sono dei santi. Veramente notevole, come sempre.

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Ghost Rider

aprile 10th, 2010 by admin | No Comments | Filed in Fantastico

Ghost rider è uno dei film più stupidi di tutti i tempi, definire la sua trama idiota, l'impretazione infantile e la regia assente è pura gentilezza.

Il film non ha nè capo nè coda, Nicola Cage prende fuoco con degli effetti speciali elaborati al commodore 64 e la sceneggiatura probabilmente non è mai stata scritta.

Da buttare senza riserva.

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Sin City

marzo 10th, 2010 by admin | No Comments | Filed in Fantastico

Sin CityLa mano di Tarantino si riconosce subito, sia nelle diverse trame che si incrociano e nel tocco magico che mescola fumetto e film giocando tra bianco e nero e colore.

Sembra una favola d'altri tempi con i buoni che sono buonissimi e i cattivi cattivissimi. Gli eroi invincibili contro satassi spietati e crudeli.

Assolutamente sconsigliato a bambini e anziani il film è proprio carino, non uno di quelli che passeranno alla storia del cinema ma non per questo non merita di essere visto. Una serata divertente e rilassante.

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In her shoes

febbraio 10th, 2010 by admin | No Comments | Filed in Commedia

In her shoesQuando si cercano di infilare in un film che si presenta come una commedia dei significati profondi e delle tematiche introspettive in genere il risultato è un disastro, in questo caso invece non è affatto male.

Il film racconta del rapporto conflittuale tra due sorelle, Cameron Diaz e Toni Collette. Orfane di madre, dal carattere completamente diverso riscoprono la nonna materna e capiscono la profondità del rapporto che le lega.

L'una riesce ad abbandonare l'adolescenza e matura, l'altra accetta il suo ruolo di sorella maggiore e comincia a vivere la propria vita, non solo in funzione degli altri. Qua e là il film sbraga un po', come nella citazione a Rocky I e nel rapporto tra Maggie e il professore in riposo che le insegna a leggere.

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Porco Rosso

gennaio 26th, 2010 by admin | No Comments | Filed in Animazione

Porco rosso

Il titolo originale è "Korenai no Buta" che significa appunto "porco rosso" ma anche nella versione originale il termine viene usato in italiano.
La storia è ambientata nel mar Adriatico, negli anni trenta all'epoca degli idrovolanti; il protagonista è un aviatore italiano che, a causa di un imprecisato sortilegio, viene trasformato in un maiale nell'aspetto pur continuando a essere un pilota eccezionale.
Porco Rosso è un pilota mercenario, decolla dalla sua isola deserta per dar la caccia a lestofanti simili a corsari, dietro ricompensa.
Sullo sfondo dell'Adriatico e della Milano fascista si snoda la vicenda.

Il protagonista, dopo un combattimento in cui riesce a sventare un tentativo di rapimento ad opera di una buffa banda di corsari che ricorda la Banda Bassotti, viene sconfitto da un rivale americano ed è costretto ad andare a Milano per far riparare il suo aereo.
Alla conclusione delle riparazioni torna alla sua isola dove, al termine di una sfida combattuta contro il suo rivale d'oltreoceano e combattuta anche a suon di pugni, esce vincitore dallo scontro, riesce a pagare i suoi debiti e a salvare l'onore della giovane progettista che lo aveva aiutato a Milano.
E' una favola, divertente, interessante, piacevole e leggera. Non manca una storia d'amore, l'eroismo, il cameratismo la lealtà e la caparbietà dei piloti.
Come spesso capita con le opere di Miyazaki i mezzi sono una finzione "rigorosamente storica": armi, aereoplani, motori e perfino le coccarde degli aerei sono esatte dal punto di vista storico ma vengono riprese dall'autore che le trasforma per trasferirle nel suo sogno.

Assolutamente memorabile il rocambolesco decollo del protagonista dai navigli di Milano, inseguito dalla polizia fascista.
 

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Battle Royale II: requiem

dicembre 11th, 2009 by admin | No Comments | Filed in Fantascienza

Battle Royale IIIl film è il seguito di Battle Royale, doveva essere diretto dallo stesso regista, Kinji Fukasaku ma questi morì dopo pochi giorni di riprese e il lavoro venne completato dal figlio Kenta (e si vede).

Il film è una cagata pazzesca, la storia non si regge minimamente, la psicologia dei personaggi è inesistente, le situazioni non hanno neppure una parvanza di credibilità per cui tutta la crudeltà del primo episodio qui si trasforma in ridicoli spruzzi di sangue e scene degne di horror trash di basso budget.

Non ero prevenuto quando ho cominciato a vedere il film, il primo episodio mi era, tutto sommato, piaciuto e non ho pregiudizi nei confronti dei sequel. Dopo una lunga battaglia per trovare una versione non troppo censurata (in lingua originale con sottotitoli in inglese) mi sono accorto che non ne valeva la pena.

Del film non si salva nulla, la scena dello sbarco che scimmiotta il soldato Ryan è ridicola, ai limiti della parodia.

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Battle Royale

novembre 9th, 2009 by admin | 1 Comment | Filed in Fantascienza

Nonostante quello che dice wikipedia il film è ambientato in Giappone, in un periodo non precisamente definito diciamo un futuro prossimo.

Gli adulti sono preoccupati del degrado raggiunto dai giovani che non sono più disposti a impegnarsi nello studio e si fanno venire un'idea geniale: una volta all'anno una classe di liceo viene estratta e viene mandata su un'isola dove il compito degli studenti sarà riuscire a sopravvivere per tre giorni.

Se fino a qui vi è sembrata una rivisitazione dell'isola dei famosi è solo perchè vi mancano i dettagli: il compito degli studenti è di ammazzarsi a vicenda, soltanto uno potrà uscire vivo dall'isola. All'inizio del "gioco" ai ragazzi viene applicato un collare che ne controlla la posizione e i movimenti ed è pronto a esplodere se non viene rispettato il regolamento. A ognuno viene consegnata un'arma, in modo casuale per cui i ragazzi si affrontano con fucili, pistole ma anche archi, frecce e coperchi di pentola.

Il film è stato criticato per la crudeltà di molte scene e situazioni e chi avrà la fortuna di vedere il film capirà perfettamente il perchè. Non mancano spruzzi di sangue e arti mozzati ma la crudezza è legata soprattutto alle situazioni e al modo in cui i ragazzi vengono aizzati uno contro l'altro dalla necessità di sopravvivere.

Dopo aver cercato una versione in italiano non troppo tagliata mi sono arreso e ho visto una versione in lingua originale con sottotitoli in italiano, piuttosto difficile da trovare; mi sento comunque di consigliarla perchè il film, presente in numerose versioni, è stato spesso fatto a pezzi dalle varie censure nazionali.

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La principessa Mononoke

ottobre 13th, 2009 by admin | No Comments | Filed in Animazione

Mononoke non è il nome della principessa, è una parola giapponese che significa "spirito vendicativo" o qualcosa del genere.

Il film può tranquillamente essere visto dai bambini ma definirlo cartone animano e applicare l'etichetta disneyana "animazione = prodotto per l'infanzia" è un delitto.

La principessa Mononoke è un film bellissimo, i miei occhi italiani hanno letto la storia dello scontro tra uomini e natura, il contagio dell'odio che viene rappresentato come qualcosa di tangibile che nasce dal dolore, la contrapposizione tra due fazioni, entrambe con le proprie ragioni e entrambe con i proprio peccati.

Una cosa più belle di questo film è che ognuno può trovare la propria personale chiave di lettura, è il più famoso film dello studio Ghibli e ancora una volta non ha un messaggio da lasciare, una tesi da dimostrare, non cerca di convincere lo spettatore.
Assolutamente da vedere.

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Moviemistakes

settembre 11th, 2009 by admin | No Comments | Filed in Siti

Ci sono siti fatti da chi ama il cinema e per chi ama il cinema. Ce ne sono di tutti i tipi, recensioni di film, trame, dedicati a un genere o a un regista, a un attore o a un’attrice. Possono essere più o meno cattivi, un po’ tutti amano sentirsi dei critici cinematografici senza averne la preparazione (il sottoscritto ne è un esempio).

Ci sono anche siti in cui l’amore per il cinema viene vissuto in modo un po’ particolare, alla caccia di errori nei film più o meno famosi e movie mistakes ne è un esempio.

In sostanza possiamo dividere gli errori in due tipologie:

errori tecnici: ad esempio l’inquadratura riprende il microfono, oggetti che compaiono e scompaiono a testimonianza dei diversi ciack, orologi al polso di gladiatori e legionari.

errori logici: un po’ più insidiosi ma ancora più fastidiosi, possono essere errori legati a mancanze logiche nella trama del soggetto, errori storici più o meno subdoli. L’esempio che mi viene in mente è legato all’ultima versione dell’attacco giapponese a Pearl Harbour, viene inquadrato il porto con i marinai americani che gironzolano ovunque, siamo nel 1941 e … nessuno fuma! Il "politically correct" americano ha colpito ancora!

Il padrino parte III

agosto 11th, 2009 by admin | No Comments | Filed in Drammatico

Michael Corleone è invecchiato, soffre di diabete e nonostante i suoi tentativi di allontanare la famiglia dei vecchi traffici e di legalizzarne tutte le attività viene nuovamente coinvolto in fatti di sangue e si trova, suo malgrado, a dover reagire.
Non può contare sull'appoggio dei figli che, pur amandolo come padre, non vogliono aver niente a che fare con le attività illecite o poco lecite del genitore. Trova per sua fortuna l'appoggio del nipote Vincent, figlio illegittimo del fratello Sonny, che gli salva la vita e verso la fine del film prende le redini della famiglia diventando padrino.
Il ritratto di Michael Corleone è quello di un uomo molto triste e molto solo; dice di aver soltanto cercato di proteggere la famiglia ma l'adorata figlia Mary muore in un attentato alla sua vita e alla fine del film si spegne di morte naturale ma solo.
Lo sfondo del film è interessantissimo e narra di vicente molto italiane, si parla dell'omicidio di Roberto Calvi, della morte di papa Giovanni Paolo I e delle strane vicende dello IOR e della banca vaticana della fine degli settanta.

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