Miranda

Il film è ispirato alla commedia di Carlo Goldoni "la locandiera" la cui protagonista si chiama (appunto) Mirandolina. Ambientato nell'Italia del secondo dopoguerra, racconta le avventure di Miranda, interpretata da Serena Grandi, che gestisce una locanda passando da un'amante all'altro.

  • Genere: Erotici
  • Titolo: Miranda
  • Titolo originale: Miranda
  • Nazione: Italia
  • Anno: 1985
  • Altri interpreti:

    Serena Grandi: Miranda
    Andrea Occhipinti: Berto
    Franco Branciaroli: Toni
    Franco Interlenghi: Carlo
    Andy J. Forest: Norman

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Attenzione! Il seguente sommario contiene spoiler.

In un paese imprecisato della Pianura Padana, non molto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Miranda vive gestendo la locanda di sua proprietà. E' una donna sposata ma il marito risulta disperso in guerra e lei dice di aspettare il suo ritorno.

Nell'attesa non disdegna di concedersi un po' di divertimento facendo l'amore con vari personaggi, più o meno divertenti e pittoreschi, senza disdegnare i regali dei suoi amanti.

Al mare

Tra i vari amanti di Miranda c'è Carlo, ricco ex- gerarca fascista, un ricco amante di passaggio costretto al confino ma pronto a riempirla di regali; c'è l'americano Norman che è un tecnico del metanodotto ma dimostra di saper apprezzare le bellezze locali.

Tra i suoi ammiratori c'è anche Toni, un suo dipendente di fiducia che si occupa della gestione della locanda quando lei è in altre faccende affaccendata. Consapevole del suo amore Miranda non gli concede le sue grazie, temendo di perdere un valido e fidato collaboratore.

La conclusione è piuttosto ovvia: dopo aver lasciato per diversi motivi tutti i vari amanti, Miranda si decide ad accettare la corte di Toni e i due si sposano diventando così soci oltre che marito e moglie.

Ci sono un paio di elementi non troppo scontati nel film, gli unici che riescono a sorprendere, almeno parzialmente lo spettatore. Il primo è l'affezione di Miranda per il marito disperso in guerra che, almeno inizialmente, sembra solo di facciata ma si scopre essere sincera quando la locandiera riceve il telegramma che conferma il fatto che Gino deve essere ritenuto deceduto.
Il secondo è più sottile è potrebbe essere il frutto di una mia personale interpretazione. Nei pochi, sgangherati dialoghi di Miranda con le sue amiche, sembra intravedersi una insoddisfazione sessuale di Miranda, nonostante tutti i suoi amanti. Quando, alla fine del film si decide di concedersi a Gino, Miranda sembra farlo non soltanto per convenienza economica o per la ricerca di un buon partito ma anche per la fama di grande amatore del collaboratore.

Come in un film di Tinto Brass, degno di questo amore, non può mancare una scena di sesso anale, ovviamente simulato.

Nel film l'inquadratura indulge moltissimo sulle gambe, sulle tette ma soprattutto sulla mona di Serena Grandi, in modo quasi ossessivo. Quasi sicuramente per la troppa topa mostrata e per un paio di cazzi semi-eretti che si vedono il film è uscito vietato ai minori di 18 anni. Questo, unito al fatto che pur essendo tratto da una commedia famosa e di successo il film ha una trama debolissima, ha probabilmente contribuito alle critiche piuttosto negative ricevute.

Serena Grandi

E' un peccato perchè Brass ha dimostrato di fare dei film degni di questo nome ed aveva a disposizione Serena Grandi al massimo della sua bellezza. La Grandi non sarà una grandissima attrice ma nel 1985 era all'apice della sua esuberante bellezza. Le sue forme poi erano perfette per i canoni del regista veneziano che per questa pellicola sembra non essersi impegnato a sufficienza per riuscire a tirar fuori un bel film.

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