La poliziotta

E' uno dei film che "aprono" il genere della commedia sexy, pur ancora molto soft, sia nelle battute che nei contenuti erotici. Potremmo definirlo un prologo, dato che di sexy non ha proprio niente, ma non potevamo non includerlo nella nostra rassegna dato che ha contribuito a dare inizio al genere.

  • Genere: Commedia sexy
  • Titolo: La poliziotta
  • Titolo originale: La poliziotta
  • Nazione: Italia
  • Anno: 1974
  • Durata: 100 minuti
  • Regia: Steno
  • Altri interpreti:

    Mariangela Melato: Giovanna Abbastanzi
    Renato Pozzetto: Claudio
    Orazio Orlando: pretore Ruggero Patanè
    Gianfranco Barra: dottor Gargiulo
    Mario Carotenuto: capitano dei vigili urbani
    Alberto Lionello: assessore Tarcisio Monti
    Alvaro Vitali: Claudio Fantuzzi
    Umberto Smaila: figlio del sindaco
    Gigi Ballista: avvocato
    Renato Scarpa: farmacista
    Pia Velsi: madre di Giovanna
    Giuseppe Castellano: Nick
    Gianni Solaro: procuratore capo
    Orazio Stracuzzi: sindaco di Ravedrate
    Umberto Travaglini: padre di Giovanna
    Armando Brancia: senatore

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Attenzione! Il seguente sommario contiene spoiler.

Giovanna, la protagonista del film, fa una vita di merda. Siamo nei maschilisti anni '70, nel maschilista nord Italia e lei è una bella donna che lavora come segretaria, ha un fidanzato, Claudio, che sembra interessato soltanto al sesso, vive con i genitori perchè una donna lascia la casa paterna solo per il matrimonio e mamma e papà pensano solo alle nozze della figlia.

In un periodo in cui il sesso prematrimoniale era scandaloso, ovviamente solo se era la donna a farlo, in cui le possibilità di lavoro per una donna erano limitate e con gli uomini che si sentivano autorizzati a metterle le mani addosso, giudicandola solo in base alla bellezza e una donna bella non può avere anche un cervello. Ahem, è un film del 1974 ma è ancora attuale, alcune cose sono rimaste identiche o non sono cambiate abbastanza...

Giovanna esplode, lascia il fidanzato, decide di lasciare la casa dei genitori e cercare la fortuna in città a Milano ma, arrivata alla stazione ferroviaria, viene folgorata dall'ispirazione e decide di diventare un vigile urbano nel suo paese.

E' l'unica donna del corso, tutti i colleghi sono raccomandati e o imbecilli, Giovanna invece studia, si impegna e si diploma come migliore del suo corso.

Mariangela Melato "poliziotta"

Entra in servizio e nei primi giorni è molto orgogliosa del suo ruolo, crede di essere una via di mezzo tra Giovanna d'Arco e un giustiziere, prova a essere inflessibile a svolgere il suo dovere nel migliore dei modi ma presto capisce che la sua è una battaglia contro i mulini a vento con la corruzione, il nepotismo, le truffe, il clientelismo e le menzogne che imperversano. Continuando a fare il suo dovere va a sbattere contro il muro di gomma, il malaffare e le collusioni tra privati, aziende e stato.

I colleghi, i superiori e politici provano a ostacolarla, la mobbizzano e ad emarginarla confinandola in ruoli pesanti o di scarsa importanza, come detto è un film ancora attuale.

Si scontra con il suo ex fidanzato che prova a violentarla, lei resiste e lo fa arrestare. L'unico suo alleato è il pretore che è affascinato da Giovanna, sia come donna sia come vigilessa, la consiglia, la appoggia e prova ad aiutarla.

Dalle multe Giovanna passa alle irregolarità e ne trova di sempre più gravi che vengono regolarmente insabbiate dai suoi superiori. Con l'aiuto del pretore coinvolge i media e sembra sul punto di riuscire nella sua opera di pulizia, cede le sue grazie all'assessore e ne registra alcune compromettenti confidenze durante l'amplesso. A questo punto corrotti e corruttori la smettono con i metodi buoni e la fanno menare.

L'amico pretore porta il caso a Roma con il risultato facilmente immaginabile: lui e Giovanna vengono trasferiti in una sperduta isola a sud della Sicilia dove però, innamorati, vivranno felici e contenti.

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