The Brown Bunny

The Brown Bunny per motivi che sfuggono alla comprensione dei più è stato presentato al 56° Festival di Cannes, una manifestazione dove di solito vengono ammessi soltanto film di un livello piuttosto alto ma non è questo il caso. Il film è una ciofeca senza nessuna possibilità di salvezza ma merita di entrare nella nostra directory per un motivo preciso, l'unica cosa degno di nota della pellicola.

  • Genere: Erotici
  • Titolo: The Brown Bunny
  • Titolo originale: The Brown Bunny
  • Nazione: Stati Uniti
  • Anno: 2003
  • Regia: Vincent Gallo
  • Altri interpreti:

    Vincent Gallo: Bud
    Chloë Sevigny: Daisy

Attenzione! Il seguente sommario contiene spoiler.

Difficile riuscire a immaginare una storia più squallida e un film più noioso di questo...

Racconta la storia di Bud Clay, un corridore motociclista che dopo una gara sale sul suo furgone e comincia a viaggiare, con una logica paragonabile a quella della corsa si Forrest Gump. Viaggia attraverso gli Stati Uniti, incontra delle ragazze, va a trovare i genitori della sua ex-ragazza, unico grande amore della sua vita.

A casa dei genitori di Daisy (questo il nome della sua ex), incontra anche il coniglio con cui lei giocava, il coniglio marrone appunto.

Forse a causa di un budget molto limitato o di un ego smisurato, oppure ancora per un incontenibile sadismo il film prosegue con sequenze interminabili che riprendono il parabrezza del furgone, le autostrade americane, le espressioni di Bud mentre pensa ai casi suoi, accarezza un gattino oppure guarda l'orizzonte.

Guida, guida e ancora guida... finalmente Bud incontra Daisy in una camera d'albergo, i due parlano e fanno sesso. Lei è una tossicodipendente e lo costringe ad affrontare la realtà e a ricordare con esattezza quanto avvenuto, lei vittima di una violenza e lui spettatore incapace di reagire e di prendere le difese della sua donna, incapace anche di capire con esattezza quello che stava accadendo, incerto sulla fedeltà e sui sentimenti di Daisy.

Lei lo ama ancora, le è mancato tanto, però è una tossicodipendente e la vita è difficile e tutto questo genere di cose. Anche la scena in albergo è interminabile, senza nessuna valida ragione.

Il film è notevole per due motivi: prima di tutto dimostra che per arrivare a Cannes non è indispensabile fare un film decente, è chiaro che devono esserci altre strade.

Pompino non simulato

Il secondo motivo è il pompino che Daisy fa a Bud verso la fine del film, una scena di sesso non simulato, realizzato senza trucchi cinematografici dato che all'epoca i due attori protagonisti erano una coppia nella vita reale. Un pompino non memorabile ma con tanto di ingoio finale e quindi per questa scena di sesso non simulata il film entra di diritto a far parte della nostra directory.
Non sono moltissimi i film mainstream in cui le scene di sesso sono esplicite e realizzate senza inganni, senza falli di gomma, controfigure, stacchi, inquadrature sfocate, computer grafica o altro, molto semplicemente l'attrice Chloë Sevigny fa un pompino all'attore Vincent Gallo davanti a una cipresa. Punto.

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