Nel gennaio del 2019 avevamo scritto un pezzo intitolato Il nuovo piano editoriale. Prometteva un film nuovo alla settimana, due categorie in più, un collaboratore in arrivo. Rileggerlo adesso fa un certo effetto, perché quasi niente di tutto quello è successo: dopo quel post abbiamo pubblicato ancora un paio di cose, poi silenzio. Non è stata una scelta, è che pubblicare, su quel sito, era diventato un rito voodoo.
Il colpevole si chiamava Joomla. All’inizio ci era piaciuto, era un buon compromesso per gestire a mano un archivio come questo. Poi gli aggiornamenti hanno cominciato a rompere più di quanto riparassero, l’editor delle schede ci metteva mezzo minuto a salvare, le immagini finivano nei posti sbagliati, e ogni volta che volevamo aggiungere qualcosa dovevamo prima mettere in piedi la macchina, bestemmiare un po’, e sperare che il salvataggio tenesse. A un certo punto abbiamo smesso di provarci.
Da qualche mese ci siamo rimessi al tavolo e abbiamo migrato tutto su WordPress. È stato un lavoro lungo — duecento film, settanta persone, diciotto produttori, settecento relazioni fra loro, quasi seicento vecchie URL da reindirizzare — ma è andato: adesso pubblicare un film è questione di minuti, le pagine si vedono bene anche sul telefono, e abbiamo spazio per aggiungere cose che prima non c’erano. L’entusiasmo è tornato.
Non è tutto a posto. Molte schede vanno riviste, alcune biografie sono troppo corte, il motore di ricerca interno è ancora da mettere a punto, e qua e là troverete qualche refuso o un’immagine da sostituire. Ci stiamo lavorando: segnalateci quello che non torna, scrivendoci dalla pagina Contatti — c’è un argomento apposta per gli errori.
La differenza più importante, però, non è tecnica. Chi scriveva qui sopra era rimasto, negli ultimi anni, una persona sola. Adesso siamo tornati a essere una piccola redazione: almeno in quattro, con qualche firma che preferisce lo pseudonimo. Se vi piacerebbe aggiungervi, consigliarci un film da recensire o proporci un pezzo, la pagina dei contatti è il modo giusto per farlo.
Veniamo alle promesse, che sono il punto in cui nel 2019 ci siamo bruciati. Questa volta siamo più prudenti: almeno una notizia al mese, almeno un film nuovo o una biografia alla settimana. Non è tantissimo, ma è un ritmo che possiamo tenere senza raccontarcela, e si può sempre fare di più. Nei prossimi mesi vogliamo anche riaprire un paio di filoni che avevamo accennato e lasciato lì — l’animazione giapponese su tutti — e aggiungere qualche rubrica.
Un’ultima cosa. Un sito così sta in piedi anche grazie a chi lo legge: commentate le schede, segnalate i film che mancano, fateci sapere se vi è piaciuta una recensione o se vi ha fatto arrabbiare. Si risponde a tutti.

