Programma della serata: peroni ghiacciata, copertina di flanella, rutto libero e filmone poliziesco, infilo nel lettore dvd district 9, di cui ovviamente non sapevo nulla, pronto ad assistere a un po' di sparatorie newyorkesi e invece …
sorpresa sorpresa: District 9 è un film di fantascienza, di quelli "strani".
Gli alieni sono arrivati e sono dei morti di fame, talmente malridotti che non sono neanche in grado di sbarcare sulla terra da soli ma bisogna andarli a prendere con l'elicottero.
Ammalati e denutriti vengono messi in una città lager alle porte di Johannesburg dove ricevono un minimo di cibo (per gatti, una vera passione per la razza aliena) e un minimo di assistenza.
L'aspetto degli alieni è piuttosto schifoso e vengono chiamati "gamberoni". Dopo anni di gettizzazione le autorità sudafricane hanno deciso di trasferirli in massa in una nuova zona in cui li aspetta un trattamento ancora peggiore del precedente.
Il protagonista del film è il burocrate incaricato di effettuare il trasferimento degli alieni; animato da intenzioni pacifiche è in realtà un idiota insensibile che non si rende minimamente conto delle terrificanti condizioni di vita cui sono sottoposti gli alieni. Durante il trasferimento avviene un incidente e il nostro protagonista inizia lentamente a trasformarsi in un alieno, solo a questo punto comincia ad aprire gli occhi e a rendersi conto di quello che sta succedendo.
Pur essendo un film di fantascienza a tutti gli effetti, con tanto di robot, astronavi e fucili laser, il film è una metafora per mostrare gli orrori del razzismo e gli errori dei pregiudizi. A mio modesto parere ci riesce benissimo, spero soltanto che non ne facciano un sequel perchè temo il disastro.
Tags: Neill Blomkamp, Sharlto Copley
Dei sei episodi che compongono la saga di Guerre Stellari questo è quello che mi è piaciuto meno: il personaggio di JarJar e l'interminabile corsa sugli sgusci me lo rendono un po' indigesto ma attenzione: io sono tra i fan della saga e quando dico che "mi è piaciuto meno" intendo dire che lo vorrei rivedere non più di una volta al mese.